Gli iPhone X vogliono uccidere le password

Apple ha già deciso per noi: d’ora in poi basta stressarsi a scrivere una password oppure a sbloccare il telefono con un movimento dell’indice, si passa al riconoscimento facciale.

Già da qualche tempo la tecnologia degli smartphone ha introdotto il TouchID, ovvero la possibilità di accedere alle applicazioni o ai documenti presenti nel proprio cellulare grazie alla registrazione della propria impronta digitale.

Nulla di strano, anzi, sembrava essere una vera e propria svolta dal punto di vista della privacy. Nessuno avrebbe potuto sbloccare il vostro cellulare o accedere al vostro conto in banca se non con il vostro dito.

Ma si sa, la tecnologia cresce per accelerare il business, non per salvaguardarci (più o meno). Dopo attenti studi, infatti, grandi aziende come la Apple hanno capito che il consumatore medio di smartphone ha noia nel “perdere tempo” in azioni banali come sbloccare un telefono o entrare nel proprio profilo social.

Eccoci qui, quindi, al 2017, anno in cui viene lanciato il riconoscimento facciale. FaceID è l’innovazione che porterà a breve alla possibilità di accedere ai servizi del nostro smartphone mostro il proprio volto in camera. L’Apple dice: “Face ID è stato progettato per confermare che l’utente sta prestando attenzione al telefono”. Come se l’utente non stesse abbastanza tempo appresso al proprio smartphone, diciamo noi.

Ricapitolando, ad oggi ancora si ha paura di collegare una postepay al proprio conto Amazon ma non si avrà paura di inviare dati come impronte digitali e riconoscimento facciale ai mostri del business digitale.

Si scrive con la voce, si sblocca il telefono col volto. E le mani a cosa servono?